mercoledì 25 gennaio 2012

Museo di fotografia contemporanea:


                   
3 collezioni che mi hanno colpita particolarmente:

FONDO VIAGGIO IN ITALIA

Il fondo raccoglie la maggior parte delle fotografie dell’innovativo progetto del 1984 dal titolo Viaggio in Italia, ideato da Luigi Ghirri e curato da Ghirri stesso, Gianni Leone e Enzo Velati. Il progetto è considerato una pietra miliare per la storia della fotografia contemporanea italiana, una sorta di “manifesto” di quella che, nata nei primi anni Ottanta, sarebbe diventata una importante tendenza della ricerca fotografica del nostro paese riconosciuta a livello internazionale: la “scuola di paesaggio italiana”.
Stampe: 199
Datazione: 1974-1983
Autori: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giannantonio Battistella, Vincenzo Castella, Andrea Cavazzuti, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Carlo Garzia, Guido Guidi, Luigi Ghirri, Shelley Hill, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Claude Nori, Umberto Sartorello, Mario Tinelli, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Cuchi White
     Luigi Ghirri. Alpe di Susi, Bolzano, dalla serie Topografia-Iconografia, 1979

Olivo Barbieri. Follonica, 1983

Giovanni Chiaramonte. Assisi, Perugia, dalla serie Giardini e Paesaggi, 1981

Luigi Ghirri. Laguna di Orbetello, Grosseto dalla serie Un piede nell’Eden, 1974

Mario Cresci. Salandra, Matera, dalla serie Basilicata, 1982

Vittore Fossati. Oviglio, Alessandria, 1981

Claude Nori. Rimini, 1983

Quello che mi ha colpito di queste fotografie sono i colori dei bellissimi paesaggi dell'Italia. 
Un'Italia che noi conosciamo, paesaggi a noi noti, ma sempre affascinanti e piacevoli alla vista.



FONDO KLAUS ZAUGG

Il fondo conserva l’intera opera di Klaus Zaugg (Solothurn, 1937 – Buzios, 1994), figura interessante della scena milanese nell’ambito della fotografia di moda e pubblicità in un momento in cui diventa sempre più preponderante l’apporto creativo del fotografo. Oltre a lavorare per note aziende e agenzie, Zaugg sviluppa una  ricerca personale centrata sullo studio del corpo femminile e sull’autoritratto.
Il fondo è di proprietà di Regione Lombardia.

Stampe, negativi, diapositive 64.000

Datazione metà anni Cinquanta-1994

Autori Klaus Zaugg

Klaus Zaugg. Beatrice, Milano, 1972 

Klaus Zaugg. Beatrice, Milano, 1972

Klaus Zaugg. Scalinata con figura femminile, Milano, 1974

 
Klaus Zaugg. Silhouette femminile, Milano, 1974

Klaus Zaugg. Ritratto femminile, Milano, 1970

Guardando questa collezione, sono stata colpita maggiormente dalla resa in bianco e nero del corpo femminile. L'eleganza delle forme della donna, la leggerezza e la grazia dei soggetti di queste fotografie sono le cose che risaltano subito agli occhi dello spettatore.



FONDO ENZO NOCERA

Il fondo comprende tutta l’opera del noto ritrattista e fotografo sociale e industriale Enzo Nocera (Milano 1944 – 1993). L’insieme delle immagini è di notevole importanza artistica ma anche storico-sociologica in quanto documenta molti temi del lavoro, della società, del costume della città di Milano del periodo. La maggior parte delle fotografie sono realizzate secondo il metodo del ritratto in posa, ambientato oppure costruito in studio, impostato in modo volutamente classico.

Stampe, negativi, diapositive 55.089

Datazione 1966-1993

Autori Enzo Nocera

Enzo Nocera. Bambino, Milano, 1992

 
Enzo Nocera. Da Camogli a Levanto via bosco, dalla serie Ritratto del Monte, 1974

Enzo Nocera. Il Castellazzo di Bollate, 1967
 
Enzo Nocera. Francesco, dalla serie Dedicato, Milano 1988

 Enzo Nocera. Madri Ma Donne, Milano, 1984

 Enzo Nocera. Sedia, Milano, 1992

Di queste fotografie, la cosa più bella sono i ritratti che richiamano le fotografie ritrattistiche antiche. La messa in posa, i colori, lo sfondo, riprendono davvero lo stile fotografico dei primi anni del '900.

lunedì 16 gennaio 2012

Un pò di bianco qua e là

Questa mattina, appena mi sono svegliata, ho guardato dalla finestra e mi sono accorta di un sottile strato di brina che ricopriva il paesaggio. Ovviamente ho colto l'occasione per fare alcune fotografie:

Lente 17mm, ISO 200, f/8

Lente 70mm, ISO 200, f/2.8

Lente 70mm, ISO 200, f/2.8

Lente 70mm, ISO 200, f/2.8

Lente 70mm, ISO 200, f/2.8


domenica 8 gennaio 2012

Gabriele Basilico


Gabriele Basilico (Milano, 1944), architetto, è uno dei fotografi noti a livello internazionale per le sue 
ricerche sul paesaggio urbano. 
Il suoi scatti sono sempre in bianco e nero. I soggetti che privilegia paesaggi industriali e aree urbanee.
In questa intervista ci racconta della mostra Bord de Mer 1984-85, e della "lentezza dello sguardo" che gli 
consente di comprendere la realtà che lo circonda, e di regalarci fotografie intense e perfette.



Le immagini di Porti di mare derivano invece da una ricerca personale realizzata negli 
anni '80 sulle città portuali europee.


Trailer del film di Gabriele Basilico:


Il video mostra il fotografo all'opera in aree urbane. Spiega la sua teoria della centralità 
dell'immagine e i silenzi che avvolgono gli spazi che percorre. Racconta che alcune delle sue fotografie sono state scattate con una luce forte, pulita, con un vento leggero, che influisce molto sulla resa dell'immagine.  

"Devi far aderire il paesaggio alla tua dimensione percettiva".

sabato 7 gennaio 2012

Robert Doisneau


Questo bellissimo video ci mostra le più belle fotografie di Robert Doisneau, fotografo francese.
Grande maestro della fotografia, Doisneau è il rappresentante più famoso della cosiddetta "fotografia umanista", ossia quel tipo di sensibilità visiva che pone l'accento sulla condizione dell'uomo nella società. 



Soggetto privilegiato del fotografo: Parigi. Produce una serie di scatti innovativi, geniali e dominati da una forte carica umana: sono le immagini che lo hanno reso celebre. Quello che colpisce i fruitori e gli operatori del settore è che non si tratta di una Parigi convenzionale, quella che domina negli ambienti della pubblicità, della moda, dei giornali o del cinema ma è una Parigi di piccola gente, di arie di fisarmonica, di grandi e bambini, i cui sguardi trasudano umanità e tenerezza. 




Celebri sono i suoi "baci", da "Le baiser de l'hôtel de ville" a "Baiser blottot" e al "Baiser valsé"




    «Le meraviglie della vita quotidiana sono emozionanti. Nessun regista cinematografico sarebbe capace di comunicare l'inatteso che si incontra per le strade.»


maggiori informazioni: http://www.robertdoisneau.com/

venerdì 6 gennaio 2012

Il paesaggio italiano di Giorgia Fiorio, Franco Fontana e Ferdinando Scianna


La Sicilia, la pianura padana, le vette alpine: sono i temi sviluppati da tre maestri della fotografia: Franco Fontana, Ferdinando Scianna e Giorgia Fiorio, in un progetto che rende omaggio al territorio e al paesaggio italiano.
I fotografi si sono riuniti al Centro Internazionale della Fotografia, Spazio Forma di Milano.


Giorgia Fiorio, con le sue bellissime fotografie aeree, ci spiega come immagina un territorio: con dei confini. L'unica soluzione concreta per cogliere la dimensione di confine è salire abbastanza in alto per poter vedere contemporaneamente 2 paesi.



Franco Fontana, con "Appunti siciliani" ha rivolto il suo obiettivo alla Sicilia, con colorate e luminose fotografie nel suo tipico stile. 




Ferdinando Scianna in "Dolce piano" ha invece fotografato in bianco e nero le persone, le nebbie e le coltivazioni della pianura padana.


Maurizio Galimberti



Fotografo italiano, nel 1991 inizia la collaborazione con Polaroid Italia della quale diventa ben presto il testimonial ufficiale e che ha come risultato il volume POLAROID PRO ART pubblicato nel 1995, vero oggetto di culto per gli appassionati di pellicola polaroid.
Nel 1997 cominaia a realizzare e vendere i suoi mosaici di polaroid.


Per questa sua tecnica innovativa, è stato influenzato dal futurismo di Boccioni e il movimento cinetico esasperato di Duchamp.
Utilizza un tipo di polaroid con un obiettivo MACRO, appoggiandola sul viso e sulle parti del corpo del soggetto da ritrarre.

In questo VIDEO, l'artista ci mostra come realizza una delle sue opere basate sull'utilizzo della Polaroid.
Inizia prendendo molte immagini di Marylin Monroe di Andy Warhol, facendole diventare una specie di mosaico, per poi fotografarle secondo il suo metodo. Dopo di che, rielabora le fotografie appena sviluppate dalla polaroid, andando a inciderle, sporcarle, timbrarle, ecc... creando così un effetto davvero particolare. 


In quest'altro VIDEO, ad una delle sue mostre, l'artista scatta delle fotografie al cantante Cesare Cremonini, creando un'opera sul momento. 
E' davvero strabiliante il modo in cui realizza le sue opere, il fatto che abbia già nella sua testa quello che dovrebbe essere il prodotto finale, ancora prima di scattare le fotografie.


Nel 2009, alla Mostra del Cinema di Venezia, Maurizio Galimberti viene intervistato, e ci spiega il suo lavoro con la Polaroid con l'obiettivo macro, ottenendo come prodotto finale una fotografia nitida e pulita.
Ci spiega poi che ha un modo diverso di comporre le fotografie scattate a seconda del personaggio che fotografa, seguendo la sua personalità e la forma del suo corpo.



maggiori informazioni: http://www.mauriziogalimberti.it/

Richard Avedon


Richard Avedon (1923-2004) è considerato uno dei più grandi fotografi americani. 
Ispirato da Martin Munkacsi, Avedon aveva scoperto un nuovo modo per dare espressività alle modelle che nelle sue fotografie non apparivano più come “appendiabiti”.
ma come persone reali, dei personaggi, aveva trasformato la monotona foto di moda in qualcosa di vivo e reale. 



                                             

Una modalià di fotografare che anticipava una tendenza.

Anche nel ritratto, a cui l’autore si è dedicato contemporaneamente alle foto di moda, lo stile di Avedon si è imposto per la sua intensità, emotivamente denso e permeato di atmosfere cupe. E' soprattutto celebre per aver immortalato personaggi del calibro di Marylin Monroe, Brigitte Bardot o Sophia Loren.



La mostra Richard Avedon. Fotografie 1946-2004 è composta da più di 250 indimenticabili immagini, che raccontano il percorso del grande fotografo dagli esordi fino agli ultimi anni: dalle prime fotografie del 1946, quando Avedon, appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si recò a Roma e in Sicilia, passando perle immagini che documentano un’epoca, come quelle realizzate durante il capodanno del 1989 alla Porta di Brandeburgo a Berlino, appena due mesi dopo la caduta del muro. Fino all’ultima immagine scattata alla cantante Björk, appena 4 mesi prima che Avedon morisse improvvisamente, mentre stava lavorando su incarico del New Yorker. 









Foto che hanno fatto la storia della fotografia e che continuano ancora, per la loro forza e per la loro intensità, ad essere vere icone, irresistibili e affascinanti, del nostro tempo.



Per maggiori informazioni www.richardavedon.com

giovedì 5 gennaio 2012

Henry Cartier Bresson: il fotografo degli istanti


“Osservare lì dove gli altri sanno solo vedere”. 
Questa frase racchiude l’essenza del lavoro di Henri Cartier-Bresson.

“La mia Leica è letteralmente il prolungamento del mio occhio” dice Cartier-Bresson, “ il modo in cui la tengo in mano, stretta sulla fronte, il suo segno quando sposto lo sguardo da una parte all’altra, mi da l’impressione di essere un arbitro in una partita che mi si svolge davanti agli occhi, di cui coglierò l’atmosfera al centesimo di secondo”.




Cartier Bresson ha girato il mondo impugnando la sua Leica M3 utilizzando quasi esclusivamente la lunghezza focale 50mm, solo in pochi casi ha sostituito tale obiettivo con altre lunghezze focali, tornando però sempre poi all’obiettivo “normale”.

In questi video: video 1 e  video 2 oltre a mostrarci le più belle fotografie di Cartier Bresson, il fotografo Roberto Koch ci parla di lui, delle sue teorie sulla vita e sulla fotografia, del suo modo di vedere il mondo e tutto ciò che lo circonda.
Roberto ci spiega in che modo il fotografo riuscisse a fissare degli istanti perfetti, e della sua teoria del momento decisivo. Il suo rapporto con la realtà quindi è quello di catturare i momenti. Il suo gesto nel fotografare è molto furtivo, in punta di piedi.



I soggetti scelti dal fotografo, non sono mai in posa,  l’artista fotografa il personaggio in azioni quotidiane o comunque nel suo ambiente, il soggetto per lo più non guarda nell’obiettivo e quando ciò avviene sembra farlo con un gesto naturale, per Bresson: “È sempre una piccola violenza mettere qualcuno sotto l’occhio vitreo della macchina fotografica. Bisogna farlo con eleganza..senza ferire”. 



I paesaggi
Anche nel modo di fotografare il paesaggio c'è una specificità di Cartier Bresson. Il paesaggio per lui continua ad essere fatto di istanti. Le sue fotografie di paesaggio sono luoghi e si tuazioni che hanno a che fare con l'uomo, modificate dall'uomo, in cui l'uomo ha vissuto.




"Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso un solo momento."
(citato in Il Mattino, p. 21, 04 febbraio 2010)


                        magnumphotos

mercoledì 4 gennaio 2012

Ansel Adams, la natura in bianco e nero.

In questi video, 1, 23, e 4, Ansel Adams, fotografo statunitense, con grande entusiasmo ci mostra e spiega le sue opere.
Ansel Adams è noto per le sue fotografie in bianco e nero di paesaggi dei parchi nazionali americani e come autore di numerosi libri di fotografia.
Lo scenario naturale di un’America incontaminata e ancora da esplorare, è protagonista delle sue fotografie.




Le fotografie di Adams sono famose per la qualità assoluta delle immagini e sono da molti considerate l’archetipo della perfezione tecnica in fotografia.
Ansel Adams ha elevato fino a livelli eccelsi l’estetica del bianconero fotografico.
Nella fotografia in bianco e nero rappresentiamo una realtà multicolore e tridimensionale col bianco, il nero, e una vastissima gamma di grigi intermedi e in due dimensioni. 






Il Sistema Zonale:
La gamma di luminosità che caratterizza una pellicola, nelle migliori ipotesi, non supera il valore di 1/100, che significa che la zona più nera di una stampa riflette 1/100 della luce riflessa dalla zona più bianca, quando, nella realtà, tale valore può essere superiore a 1/10000.
Per questo motivo, una stampa è sempre il risultato di un compromesso nel quale il fotografo determina il tipo di grigio da associare a una determinata zona. 

In qualche modo, questa è l’essenza del sistema di esposizione a zone o zonale, messo a punto e utilizzato da Ansel Adams.
Il sistema zonale consente il completo controllo dell’immagine da parte del fotografo facendola diventale prodotto creativo, risultato di una scelta “culturale”.





Le foto di Adams rappresentano quindi la visione surreale dell’impeto primordiale della terra, la forza sublime della natura che si rivela all’uomo attraverso l’immensa immutabilità degli spazi.



maggiori informazioni: http://www.anseladams.com/