venerdì 6 gennaio 2012

Maurizio Galimberti



Fotografo italiano, nel 1991 inizia la collaborazione con Polaroid Italia della quale diventa ben presto il testimonial ufficiale e che ha come risultato il volume POLAROID PRO ART pubblicato nel 1995, vero oggetto di culto per gli appassionati di pellicola polaroid.
Nel 1997 cominaia a realizzare e vendere i suoi mosaici di polaroid.


Per questa sua tecnica innovativa, è stato influenzato dal futurismo di Boccioni e il movimento cinetico esasperato di Duchamp.
Utilizza un tipo di polaroid con un obiettivo MACRO, appoggiandola sul viso e sulle parti del corpo del soggetto da ritrarre.

In questo VIDEO, l'artista ci mostra come realizza una delle sue opere basate sull'utilizzo della Polaroid.
Inizia prendendo molte immagini di Marylin Monroe di Andy Warhol, facendole diventare una specie di mosaico, per poi fotografarle secondo il suo metodo. Dopo di che, rielabora le fotografie appena sviluppate dalla polaroid, andando a inciderle, sporcarle, timbrarle, ecc... creando così un effetto davvero particolare. 


In quest'altro VIDEO, ad una delle sue mostre, l'artista scatta delle fotografie al cantante Cesare Cremonini, creando un'opera sul momento. 
E' davvero strabiliante il modo in cui realizza le sue opere, il fatto che abbia già nella sua testa quello che dovrebbe essere il prodotto finale, ancora prima di scattare le fotografie.


Nel 2009, alla Mostra del Cinema di Venezia, Maurizio Galimberti viene intervistato, e ci spiega il suo lavoro con la Polaroid con l'obiettivo macro, ottenendo come prodotto finale una fotografia nitida e pulita.
Ci spiega poi che ha un modo diverso di comporre le fotografie scattate a seconda del personaggio che fotografa, seguendo la sua personalità e la forma del suo corpo.



maggiori informazioni: http://www.mauriziogalimberti.it/

Richard Avedon


Richard Avedon (1923-2004) è considerato uno dei più grandi fotografi americani. 
Ispirato da Martin Munkacsi, Avedon aveva scoperto un nuovo modo per dare espressività alle modelle che nelle sue fotografie non apparivano più come “appendiabiti”.
ma come persone reali, dei personaggi, aveva trasformato la monotona foto di moda in qualcosa di vivo e reale. 



                                             

Una modalià di fotografare che anticipava una tendenza.

Anche nel ritratto, a cui l’autore si è dedicato contemporaneamente alle foto di moda, lo stile di Avedon si è imposto per la sua intensità, emotivamente denso e permeato di atmosfere cupe. E' soprattutto celebre per aver immortalato personaggi del calibro di Marylin Monroe, Brigitte Bardot o Sophia Loren.



La mostra Richard Avedon. Fotografie 1946-2004 è composta da più di 250 indimenticabili immagini, che raccontano il percorso del grande fotografo dagli esordi fino agli ultimi anni: dalle prime fotografie del 1946, quando Avedon, appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si recò a Roma e in Sicilia, passando perle immagini che documentano un’epoca, come quelle realizzate durante il capodanno del 1989 alla Porta di Brandeburgo a Berlino, appena due mesi dopo la caduta del muro. Fino all’ultima immagine scattata alla cantante Björk, appena 4 mesi prima che Avedon morisse improvvisamente, mentre stava lavorando su incarico del New Yorker. 









Foto che hanno fatto la storia della fotografia e che continuano ancora, per la loro forza e per la loro intensità, ad essere vere icone, irresistibili e affascinanti, del nostro tempo.



Per maggiori informazioni www.richardavedon.com

giovedì 5 gennaio 2012

Henry Cartier Bresson: il fotografo degli istanti


“Osservare lì dove gli altri sanno solo vedere”. 
Questa frase racchiude l’essenza del lavoro di Henri Cartier-Bresson.

“La mia Leica è letteralmente il prolungamento del mio occhio” dice Cartier-Bresson, “ il modo in cui la tengo in mano, stretta sulla fronte, il suo segno quando sposto lo sguardo da una parte all’altra, mi da l’impressione di essere un arbitro in una partita che mi si svolge davanti agli occhi, di cui coglierò l’atmosfera al centesimo di secondo”.




Cartier Bresson ha girato il mondo impugnando la sua Leica M3 utilizzando quasi esclusivamente la lunghezza focale 50mm, solo in pochi casi ha sostituito tale obiettivo con altre lunghezze focali, tornando però sempre poi all’obiettivo “normale”.

In questi video: video 1 e  video 2 oltre a mostrarci le più belle fotografie di Cartier Bresson, il fotografo Roberto Koch ci parla di lui, delle sue teorie sulla vita e sulla fotografia, del suo modo di vedere il mondo e tutto ciò che lo circonda.
Roberto ci spiega in che modo il fotografo riuscisse a fissare degli istanti perfetti, e della sua teoria del momento decisivo. Il suo rapporto con la realtà quindi è quello di catturare i momenti. Il suo gesto nel fotografare è molto furtivo, in punta di piedi.



I soggetti scelti dal fotografo, non sono mai in posa,  l’artista fotografa il personaggio in azioni quotidiane o comunque nel suo ambiente, il soggetto per lo più non guarda nell’obiettivo e quando ciò avviene sembra farlo con un gesto naturale, per Bresson: “È sempre una piccola violenza mettere qualcuno sotto l’occhio vitreo della macchina fotografica. Bisogna farlo con eleganza..senza ferire”. 



I paesaggi
Anche nel modo di fotografare il paesaggio c'è una specificità di Cartier Bresson. Il paesaggio per lui continua ad essere fatto di istanti. Le sue fotografie di paesaggio sono luoghi e si tuazioni che hanno a che fare con l'uomo, modificate dall'uomo, in cui l'uomo ha vissuto.




"Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso un solo momento."
(citato in Il Mattino, p. 21, 04 febbraio 2010)


                        magnumphotos

mercoledì 4 gennaio 2012

Ansel Adams, la natura in bianco e nero.

In questi video, 1, 23, e 4, Ansel Adams, fotografo statunitense, con grande entusiasmo ci mostra e spiega le sue opere.
Ansel Adams è noto per le sue fotografie in bianco e nero di paesaggi dei parchi nazionali americani e come autore di numerosi libri di fotografia.
Lo scenario naturale di un’America incontaminata e ancora da esplorare, è protagonista delle sue fotografie.




Le fotografie di Adams sono famose per la qualità assoluta delle immagini e sono da molti considerate l’archetipo della perfezione tecnica in fotografia.
Ansel Adams ha elevato fino a livelli eccelsi l’estetica del bianconero fotografico.
Nella fotografia in bianco e nero rappresentiamo una realtà multicolore e tridimensionale col bianco, il nero, e una vastissima gamma di grigi intermedi e in due dimensioni. 






Il Sistema Zonale:
La gamma di luminosità che caratterizza una pellicola, nelle migliori ipotesi, non supera il valore di 1/100, che significa che la zona più nera di una stampa riflette 1/100 della luce riflessa dalla zona più bianca, quando, nella realtà, tale valore può essere superiore a 1/10000.
Per questo motivo, una stampa è sempre il risultato di un compromesso nel quale il fotografo determina il tipo di grigio da associare a una determinata zona. 

In qualche modo, questa è l’essenza del sistema di esposizione a zone o zonale, messo a punto e utilizzato da Ansel Adams.
Il sistema zonale consente il completo controllo dell’immagine da parte del fotografo facendola diventale prodotto creativo, risultato di una scelta “culturale”.





Le foto di Adams rappresentano quindi la visione surreale dell’impeto primordiale della terra, la forza sublime della natura che si rivela all’uomo attraverso l’immensa immutabilità degli spazi.



maggiori informazioni: http://www.anseladams.com/

martedì 3 gennaio 2012

Franco Fontana, maestro del colore.



In questo video si può vedere l'esposizione delle fotografie di Franco Fontana. 
Nato a Modena il 9 dicembre del 1933, è considerato uno dei maestri della fotografia italiana. 
La ricerca fotografica di Franco Fontana è legata all’uso del coloreIl colore per l’artista modenese è un mezzo espressivo di sensazioni, emozioni e interpretazioni.




Un colore vivo, reale e astratto allo stesso tempo. Le sue fonti d'ispirazione sono la natura e la luce.




Fontana ha "reinventato" il colore come mezzo espressivo e non soltanto documentario, mediante un’inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato, nella ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa.






Alberi, nuvole, persone, ombre appaiono come ritratti di fantasmi, all’interno di scenografie geometriche e intensamente colorate. 



Gianni Berengo Gardin

                                  "Io fotografo gente che normalmente non viene fotografata"

Gianni Berengo Gardin è un importante fotografo italiano. Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, si occupa di fotografia dal 1954. Nel corso degli anni collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali ( ecc.). 
Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall'architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d'immagine. 



Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant'anni provengono dal suo archivio. 
Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC.


Ritratti:     



In questa intervista, il fotografo inizialmente mostra e descrive le macchine usate durante la sua vita.
Per lui la sensazione più bella è quando capisci che probabilmente hai fatto una buona foto, non una bella foto.
E' un amplesso a tre: l'immagine, la macchina fotografica e te.
La fotografia è come la benzina, è quella che dà la carica, che fa andare avanti nella vita, e la macchina fotografica è la tua compagna straordinaria e sempre fedele.



Parla di come è iniziata la sua passione, che i suoi genitori, che possedevano un'attività di vetri di venezia, non approvavano.

Spiega anche una cosa molto importante: l'importanza del lavoro di fotoreportage. Tra 50 0 60 anni, dice, quelle fotografie scattate oggi avranno un valore importantissimo, poichè raccontano una storia, una storia che le persone che non l'hanno vissuta non potranno ricordare, se non attraverso quelle fotografie.

                                        "Prima pensa per 2 ore, poi, eventualmente, scatta"




Fotografie per Marcello Mariani: 



In questo video, si vede il fotografo Gianni Berengo Gardin che scatta delle fotografie a Marcello Mariani, pittore e scultore Italiano.
Il pittore viene ritratto all'opera nel suo studio e in posa di fianco alle sue opere nei saloni di una mostra.





lunedì 2 gennaio 2012

Intervista a Francesco Zizola

                                                          

© Francesco Zizola - Baghdad, 14.04.2003


In questa bellissima intervista, il fotoreporter italiano Francesco Zizola cerca di dare un'idea di quello che è stato il suo lavoro come fotoreporter in Iraq, prima e durante la guerra.
Il fatto di essere un fotografo indipendente, gli ha dato la possibilità di essere più vicino alla popolazione, e di conseguenza creare queste immagini d'impatto molto forti e attente alla sensibilità dell'animo umano.
Le sue parole, e le immagini che le accompagnano, fanno riflettere attentamente, e ancor di più il suo discorso sulla censura e sulla tendenza all'auto-censura. 
Alcune foto non vennero pubblicate, come ad esempio la fotografia del soldato Thomas, ritratto col pollice alzato con dietro Baghdad in fiamme.





© Francesco Zizola - Baghdad, 14.05.2003. 
Soldato americano 


Molte fotografie, come questa, vennero messe da parte. Non furono pubblicate. Ci fu la volontà di non far vedere un certo aspetto della guerra.
La fotografia storica, per lui, è una fotografia attenta alla documentazione completa, attenta alla complessità della realtà e soprattutto attenta al senso simbolico.
Lui incoraggia a scattare per raccontare. Di dare spazio e voce a tutto questo senza censure. 








maggiori informazioni: http://www.zizola.com/